ESISTONO PERSONE CHE NON SANNO AMARE?

Profilo della personalità narcisista

Questo articolo prende spunto da un interrogativo che forse qualcuno ha già avuto modo di porsi. Parliamo di quando nella nostra vita affettiva o di relazione incontriamo qualcuno  per il quale ci è sorto il dubbio che quella persona fosse incapace di amare.

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Sono molte le ragioni che possono spingere una persona ad instaurare meccanismi di difesa che portano ad una inibizione della sua vita affettiva con lo scopo di proteggersi dalla sofferenza. E’ anzi molto frequente, in individui la cui vita affettiva è stata disturbata nel periodo dell’infanzia, che questi abbiano una difficoltà nel vivere in pieno la propria dimensione affettiva. Abbiamo anche visto come queste difficoltà si ripercuotano per esempio anche nella sfera sessuale.

Su questo la psicoanalisi ha scritto molto basti ricordare “i meccanismi di difesa” scoperti da Freud e poi ripresi dagli studiosi non solo ad orientamento psicoanalitico.

In questo articolo però vogliamo parlare di quei soggetti che sembrano avere una difficoltà “costituzionale” nel dare affetto, e che per contro manifestano un bisogni di attenzioni continue.

Con questi soggetti i nostri tentativi di entrare in empatia, di dare e ricevere sentimenti, sono stati frustrati, malgrado questa persona ci abbia ribadito a parole quanto siamo importanti per lei.  Con persone di questo tipo abbiamo scoperto a nostre spese di non riuscire a infrangere quella cortina di impermeabilità che la persona ci trasmette sul piano affettivo, e malgrado i nostri sforzi l’unica cosa che abbiamo ottenuto è  di  essere semplicemente stati usati per i suoi fini. Così alla fine abbiamo gettato la spugna e siamo arrivati con un misto di rabbia e delusione alla conclusione che la persona in questione è troppo “centrata su se stessa” e che non è in grado di ricambiare il nostro affetto

Persone di questo tipo esistono eccome e secondo la psicoanalisi fanno parte di un quadro di personalità che prende il nome di “personalità narcisistica”.

Diciamo intanto che il termine è anche in uso nel linguaggio comune per identificare una personalità a cui si da una connotazione negativa, per esempio colui che ostenta un atteggiamento di superiorità e che è innamorato di se (vedi la storia di Narciso)

Ma vediamo di capire meglio le caratteristiche di questa personalità secondo quanto riportato nella letteratura psicologica e psicoanalitica.

Secondo la psicoanalisi con il termine narcisistico vengono indentificate le persone che hanno costantemente bisogno di conferme esterne per mantenere la propria autostima. 

La psicoanalisi ci spiega che dietro l’immagine del classico individuo narcisista, apparentemente sicuro di se, talvolta anche arrogante, si cela in realtà un soggetto fragile, bisognoso costantemente di conferme.

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Come affermano Gabbard (2015) e Mc Williams (1999), tutti noi abbiamo bisogno in una certa misura di approvazione, di conferme dall’esterno e così si può parlare di personalità narcisistica solo quando al grado normale di sensibilità alla critica si sostituisce una attenzione e una preoccupazione spropositata rispetto all’impressione che facciamo sugli altri, come dire: siamo tutti un pò narcisiti, la differenza sta nel grado.

A complicare le cose ci si mette anche il fatto che in una cultura come la nostra, imperniata dal bisogno di riscuotere approvazione grazie anche ai social media, è problematico determinare la differenza fra una sana stima di se e una stima di se centrata sul bisogno di apparire e di ricevere i famigerati like.

Anche l’adattamento sociale e professionale di un individuo non è sufficiente per discriminare tra un narcisismo sano e uno patologico. Ci sono per esempio individui fortemente disturbati con una storia di successi professionali, in vari ambiti del sapere o delle arti. Spesso il costo che il narcisista paga per mantenere il proprio equilibrio non è facilmente visibile agli occhi di un osservatore esterno.

LA PERSONALITA’ NARCISISTICA

Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) che è lo strumento che permette di fare diagnosi secondo dei criteri stabiliti dalla comunità scientifica e a cui si si devono adeguare tutti I medici a livello internazionale, stabilisce che il soggetto con disturbo narcisistico della personalità si configura per un insieme di caratteristiche che non necessariamente deveno essere tutte contemporaneamente presenti, ma è sufficiente che lo siano soltanto alcune di queste, vediamole in sintesi:

  • atteggiamento di grandiosità, di ricerca di ammirazione,
  •  mancanza di empatia, arroganza, invidia o di timore di essere invidiato/a. 
  • fantasie di successo, potere, fascino, crede di essere speciale e cerca ammirazione, oppure esagera I propri risultati.
  • persona che pretende costantemente trattamenti di favore, come se fosse “speciale”, o “unica”
  • usa il prossimo esclusivamente per I propri bisogni. Queste persone sono incapaci di mettersi nei panni degli altri in quanto tendono a vedere solo il proprio punto di vista.
  • Spesso è invidioso è invidioso/a degli altri lo crede che gli altri lo invidino.

Parlando delle persone con tratto di personalità narcisistica, si va naturalmente dai quadri più marcati di disturbo, fino a quelli più sfumati.

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Gabbard (2015) riporta il fatto che oggi il disturbo narcisistico costituisce un continuum in cui in un estremo  si trova l’individuo invidioso e avido che richiede costante attenzione, e nell’altro estremo abbiamo l’individuo fragile, inconsapevole dell’impatto che il suo comportamento ha sugli altri.

Nella organizzazione di personalità del narcisista la perfezione, la grandiosità, l’infallibilità, rimane la soluzione più immediata al loro problema di autostima, ma come sappiamo è una soluzione destinata al fallimento:

“si creano ideali esagerati per compensare difetti del senso di se percepiti con tale disprezzo che soltanto la perfezione può ripararli ma, dato che nessuno è perfetto, la strategia è destinata a fallire e il Se disprezzato emerge di nuovo.” (Mc Williams ibidem)

Parlando ancora delle relazioni che la persona narcisistica instaura con gli altri, Mc Williams osserva che una delle conseguenze del perfezionsimo dei narcisisti è l’incapacità di chiedere scusa per i propri errori e di mostrare gratitudine per ciò che si è ricevuto. Riconoscere di avere bisogno degli altri e riconoscere I propri errori è un problema se la persona ha una visione grandiosa e infallibile di se:

“Il rimorso per un proprio errore o un offesa arrecata implica l’ammissione di un difetto; provare gratitudine per l’aiuto offerto da qualcuno vuol dire riconoscere il proprio biosgno. Poichè la persona narcisistica tenta di edificare un senso di se positivo sull’illusione di non avere ne difetti ne bisogni, teme che l’ammissione di un senso di colpa o di dipendenza tradisca qualcosa di vergognosamente inaccettabile.”(Mc Williams, ibidem)

Si deve comunque distinguere tra la personalità narcisistica e la reazione narcisistica che un persona può avere sviluppare nel momento in cui il suo senso di se o la sua autostima viene minacciata da qualche evento. In questo caso si parla di una reazione narcisistica secondaria o situazionale.

IL NARCISISTA E LE RELAZIONI AFFETTIVE 

Dal punto di vista delle relazioni affettive possiamo citare ancora le parole di Mc Willimas (ibidem) “..il costo più pesante di un orientamento narcisista è l’arresto dello sviluppo della capacità di amare. Nonostante l’importanza che gli altri rivestono hanno per l’equilibrio della persona narcisistica, il bisogno soverchiante di essere rassicurata sul proprio valore le toglie ogni energia per gli altri.”

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L’autore continua soffermandosi sul fatto che il narcisista invia al prossimo messaggi ambigui, da una parte ha molto bisogno dell’altro, ma questo amore è superficiale in quanto l’altro viene utilizzato come “appendice narcisistica”per il mantenimento della propria autostima. Infatti il narcisista può innamorarsi di qualcuno e ciò lo porta ad idealizzare alcune qualità del partner, ma spesso ciò viene fatto con lo scopo di “incorporare” quelle caratteristiche positive e di farle proprie.

A proposito delle difese che la persona narcisistica instaura nelle sue relazioni, la letteratura psicoanalitica afferma che l’idealizzazione e la svalutazione sono quelle più utilizzate nel senso che quando la propria persona è idealizzata gli altri sono svalutati e viceversa. Per questa ragione si parla anche di propensione all’invidia della persona narcisistica che tenderà a vedersi inferiore di fronte a colui cui vengono proiettate qualità “superiori”.

Kernberg (1998) si sofferma sull’invidia che il narcisista prova verso la caratteristiche positive del partner, o meglio, sulle “cose buone” di cui lui ha bisogno. “la cosa desiderata diventa anche fonte di sofferenza. Per reagire a questa sofferenza, si sviluppa il desiderio cosciente o inconscio di distruggere ciò di cui si ha bisogno, di sciupare, di prendersi con la forza ciò che viene desiderato.”

in questo modo, spiega l’autore, ricevere cose buone dall’altro, cose di cui si ha bisogno, non sarà mai fonte di soddisfazione e di gratificazione, perché il bisogno dell’altro deve essere negato e le sue qualità positive distrutte, il soggetto narcisista si sentirà alla fine vuoto e frustrato.

Tra le relazioni di coppia che una personalità narcisistica tende ad instaurare, tipica è quella con il “partner masochista.” in effetti lo “sfruttamento” di un uomo narcisista, centrato sui di se, spesso si accompagna alla vittimizzazione del partner. Kernberg (1998) afferma però che ciò che appare in superficie può non essere ciò che invece avviene nella realtà, nel senso che l’indagine psicoanalitica potrebbe mettere in luce un atteggiamento di provocazione da parte della moglie che “proietta” sul partner i propri sentimenti sadici.

Dr Daniele Molho psicologo, psicoterapeuta, Magenta, Corbetta

BIBLIOGRAFIA

Gabbard G.O (2014) “Psichiatria psicodinamica” Raffaello Cortina Editore, Milano

Kernberg O.F (1998): “Relazioni d’amore. Normalità e patologia.
Raffaello Cortina Editore, Milano.

Mc Williams (1999) “La diagnosi psicoanalitica”. Astrolabio, Roma

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